“Fare spazio ai giovani”, con questo motto il Responsabile del Settore politiche giovanili Uisp Verter Tursi, ha aperto il workshop intitolato “I giovani dell’Uisp e le loro proposte di sport” tenutosi oggi 10 settembre in occasione dell’Assemblea Nazionale Uisp alla Fiera di Rimini.
Da una prima analisi dei dati associativi, suddividendo i soci in due gruppi, quello dei giovanissimi da 0 a 17 anni e quello dei giovani dai 18 ai 35 anni, emerge che in quest’ultimo vi sono 113.624 donne e 251.324 uomini, impegnati in diverse discipline sportive.
All’interno dell’associazione la fascia dei giovanissimi rappresenta il 55% del nostro tessuto, ma quella dei giovani solo il 28%. Questi numeri ci indicano che esistono degli elementi nella società che probabilmente sono la causa di questa decrescita e che dobbiamo essere in grado di individuare e contrastare.
Un altro importante dato è quello della presenza di giovani presidenti di società sportive: su 17.000 società sportive affiliate 3.984 sono dirette da giovani, di cui 673 donne e 3.311 uomini, distribuiti su tutte le discipline sportive anche se in maniera disomogenea.
Franco Biavati, responsabile del settore innovazione e sviluppo Uisp, ha precisato che “l’informatizzazione dei dati ci permette sì di avere un quadro completo della situazione, ma oltre a questo è necessario creare una modalità associativa di lavoro attraverso una maggiore sensibilità correlata alla presenza di figure dirigenziali di uomini, donne e giovani.”
Per venire incontro alle richieste e ai bisogni del mondo giovanile e sviluppare il percorso innovativo intrapreso, l’Uisp ha, tra i suoi obiettivi, la creazione di Centri giovani Uisp, intesi come luogo d’incontro, di conoscenza e di scambio. Spazi aperti gestiti da giovani dove intrecciare le varie esperienze e che possano rappresentare il presidio territoriale per le politiche giovanili.
All’incontro hanno partecipato alcuni giovani che hanno portato le loro esperienze, come quella dell’Associazione Krap di Schio (VI) e del progetto “Fare spazio ai giovani” di Pisa. Esse sono il segnale che qualcosa sta cambiando e che è necessario intraprendere strade e linguaggi nuovi che seguano le tendenze e riescano, dove possibile, ad anticiparle.
Daria Manente